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Ban di ChatGPT in Italia: quali sono le sue alternative

OpenAI blocca ChatGPT in Italia, dopo la comunicazione ufficiale del Garante della privacy fatta il 31 Marzo 2023 in merito alla presunta raccolta illecita di dati personali e l'assenza di sistemi per la verifica dell'età dei minori. Scopriamo quali sono le alternative a ChatGPT
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31 Marzo 2023, mi trovo in Italia e finalmente posso collegarmi a ChatGPT… ma non funziona! Cosa? Ban di ChatGPT in Italia?

 

Non si tratta dei classici momenti in cui la piattaforma è in sovraccarico e non è nemmeno un pesce d’Aprile.

Questa volta è stata openAI a bloccare ChatGPT in Italia, dopo la comunicazione ufficiale del Garante della privacy fatta il 31 Marzo 2023 in merito alla presunta raccolta illecita di dati personali e l’assenza di sistemi per la verifica dell’età dei minori.

Come fa openAI a sapere che ti stai connettendo dal territorio italiano? Non c’è la certezza assoluta, ma facendo due conti le informazioni che vengono fornite durante la registrazione, l’utilizzo e l’eventuale abbonamento alla versione PRO sono:

  • numero di telefono per la verifica dell’utente (durante la registrazione)
  • indirizzo IP (ogni qualvolta accedi alla piattaforma)
  • metodo di pagamento e dati di fatturazione (quando paghi l’abbonamento)

Queste informazioni sono più che sufficienti per poter essere localizzati e limitare/bloccare l’accesso alla piattaforma.

Che cosa fare quando è in corso il ban di ChatGPT?

Un cazzo.. No scherzo, si possono fare diverse cose per poter aggirare il ban, ma non è questo il luogo adatto per avviare una discussione su questo ne tantomeno fare chiacchiere da bar in merito alle affermazioni fatte dal Garante della privacy. Tra l’altro per chi vive all’estero come me ed ha ancora la possibilità di interagire con ChatGPT può sempre chiedere a lui come risolvere il problema.

 

Il ban di ChatGPT sarà una cosa permanente oppure temporanea?

Non si sa ancora se il ban di ChatGPT sarà una cosa permanente, quello che è certo è che il Garante della privacy ha dato 20 giorni di tempo ad openAI per comunicare quali sono state le misure adottate per attuare quanto è stato richiesto dal Garante stesso, pena una multa fino a 20 milioni di euro oppure fino al 4% del fatturato globale annuo.

20 milioni sono l’equivalente di 1 milione di persone abbonate ad 1 mese di ChatGPT PRO, ipotizzando che in Italia ci potrebbero essere 30 milioni di potenziali utenti PRO (milione più milione meno), credo che sia nell’interesse di tutti che questa situazione si risolva nel più breve tempo possibile.

Nel frattempo però possiamo approfittarne per scoprire e testare nuovi servizi simili a ChatGPT o perché no, crearsi la propria versione di ChatGPT utilizzando piattaforme nocode.

 

 

Quali sono le alternative di ChatGPT?

Esistono decine, se non centinaia di alternative di ChatGPT più o meno valide. Quelli che si basano sulle API di openAI fanno più o meno tutti la stessa cosa. Di seguito elenco quelli che si differenziano maggiormente perchè utilizzano modelli di AI proprietari oppure quelli che nelle ultime settimane si sono affermati più degli altri:

OpenAI Playground

Di fatto è il fratello maggiore e meno user-friendly di ChatGPT.

In particolare, il playground offre una serie di strumenti per interagire con i modelli di linguaggio di OpenAI, inclusi i vari modelli GPT (Generative Pre-trained Transformer). Questi modelli di linguaggio sono stati addestrati su grandi quantità di testo e possono generare testo in modo autonomo, rispondere a domande e completare frasi proprio come fa ChatGPT.

Inoltre, il playground offre anche una serie di strumenti per personalizzare il comportamento dei modelli di linguaggio, come la selezione del modello di AI, la regolazione della temperatura di generazione del testo, la scelta della lunghezza di generazione del testo, e altro ancora.

Prima di ChatGPT ci stava solo il Playground come interfaccia web e purtroppo non è sempre aggiornatissima, ad esempio non è ancora possibile utilizzare il modello GPT-4 (a meno che non sei uno dei fortunati che hanno avuto accesso alla whitelist) ma lo sarà presto, infatti anche con GPT-3 e le sue API era successa la stessa cosa quando è stato rilasciato a Giugno 2020.

Sembrerebbe che il Garante della privacy non ha esposto nessun dubbio sul modo in cui vengono trattati i dati e sull’utilizzo del Playground, come se fosse una cosa completamente diversa da ChatGPT.

Bing AI Chat

La storia di Bing è incredibile. Nato come alternativa di Google nel 2009, non ha mai avuto un grande successo (tranne per quei pochi masochisti che utilizzavano Internet Explorer). Oggi si ripresenta con un nuovo look, grazie anche all’acquisizione di openAI da parte di Microsoft ed alla sua chat Bing AI Chat.

Ad oggi è la cosa più simile a ChatGPT (GPT-4 compreso) che potete trovare in giro.

Google Bard AI

È l’AI di Google, ad oggi il competitor più importante di GPT-4.

Si accede tramite whitelist, ultimamente i tempi di accesso si sono ridotti di parecchio, una volta fatta la richiesta con un vostro account Google nel giro di pochi giorni vi arriverà l’email con il link di invito.

È gratis (bene), è solo in inglese per il momento (non benissimo), è stato ottimizzato per generare testo molto accurato su tutto ciò che è relativo a Google come prodotti e servizi ed è al momento un prodotto decisamente più acerbo rispetto a GPT-4. Quindi da utilizzare con le dovute precauzioni.

Chatsonic

Chatsonic si definisce come l’alternativa a ChatGPT ma con i super poteri, sarà vero? Insomma…

Vi dico subito quello che fa peggio rispetto a ChatGPT: scrivere e revisionare codice. Lo fa peggio di ChatGPT.

Mentre le cose interessanti sono che ha accesso ad internet estraendo informazioni da Google, permettendo quindi di avere delle risposte con informazioni più coerenti ed aggiornate (cosa superata recentemente con ChatGPT), però se provate a fare la comparazione noterete che le risposte ottenute sono più sintetiche.

È molto più caro di ChatGPT, il costo per token è decisamente maggiorato rispetto al Playground.

Per esempio l’abbonamento da 200.000 parole, con la qualità “superior” costa 99$ al mese.

YouChat

YouChat è un altro clone di ChatGPT che utilizza il modello GPT-3.5

Fa parte del motore di ricerca you.com, rilasciato in beta nel 2021 con la promessa di essere un motore di ricerca che rispetta la privacy dei suoi utenti in quanto non memorizza l’indirizzo IP e non raccoglie informazioni degli utenti.

YouChat è stato lanciato a Dicembre 2022, a differenza degli altri modelli GPT di open AI può collegarsi ad internet senza l’utilizzo di plugin, fornendo informazioni più aggiornate.

Per utilizzarlo è necessario creare un profilo su you.com

Poe

Poe è un applicazione mobile che utilizza diversi modelli di intelligenza artificiale, tra cui anche GPT-3.5 e GPT-4.

Costa 20$ al mese e sembrerebbe che, anche pagando, se si superano un tot di token al mese il sistema inizia a rallentare, ad avere gli stessi problemi di sovraccarico di ChatGPT oppure a produrre risultati con una qualità inferiore.

 

Ma cosa centra il ban di Chat GPT con lo sviluppo nocode?

Centra eccome!

Come ho detto prima, la maggior parte dei cloni di Chat GPT si basano sulle API di openAI.

Essendo pubbliche e di libero accesso chiunque può utilizzarle creando applicazione web o app mobile che imitano le funzionalità di ChatGPT.

Lo puoi fare scrivendo codice se lo sai fare oppure senza scrivere nemmeno una riga di codice con strumenti nocode come Bubble.io che ti permette tramite il suo API connector (oppure uno dei tanti plugin a disposizione) di collegare le API di openAI alla tua app.

Probabilmente non lo sai o non te ne sei mai accorto ma tante di queste applicazioni che clonano ChatGPT sono state realizzate con strumenti no-code o low-code.

Vuoi creare la tua applicazione? Realizzala direttamente tu seguendo i nostri consigli su nocodeitalia.it oppure affidati a chi è un esperto di sviluppo nocode come il team di TurboMVP!

 

 

 

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Ciao, sono Cristian Currò

ho creato nocodeitalia.it per condividere con te esperienze, opinioni ed idee su tutto ciò che ruota attorno al mondo dello sviluppo senza codice.

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